Il grande vano centrale del piano superiore, ospita diversi ritrovamenti compiuti in alcune località della Marmilla, principalmente corredi funerari provenienti da tombe ad inumazione ed incenerizione: monili in metallo, unguentari e balsamari in vetro e ceramica, vasi da mensa e gli oboli in forma di monete, che il defunto recava in mano o in bocca, per pagare il pedaggio verso gli Inferi. Uno spazio è dedicato alle tecniche di conservazione e trasformazione prodotti dell'agricoltura, attività prevalente di questo territorio, con l'esposizione di diversi modelli che hanno segnato l'evoluzione tecnologica del lavoro di macinatura dei cereali I ritrovamenti più consistenti sono i numerosissimi oggetti legati al culto, rinvenuti nel cortile e nel mastio del nuraghe, trasformato in santuario dal IV secolo a. C. al V secolo dopo Cristo: centinaia di lucerne votive dell'epoca romana repubblicana ed imperiale, queste ultime dette "sigillate", perché riportano il marchio di fabbrica, si contraddistinguono per le pregevoli decorazioni; oltre 250 monete, offerte alla cura del tempio; incensieri e bruciaprofumi, detti kernos, che si portavano sul capo in occasione dei cerimoniali; una mascherina d'oro, forse a rappresentare la dea Demetra, alla quale ci si affidava affinché propiziasse il buon raccolto; specchietti in bronzo; foglie auree e d'argento. Il sacrificio animale che veniva praticato nel cortile del nuraghe, è testimoniato da un piccolo cumulo di ossa combuste, soprattutto ovine

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