Inaugurata in occasione dei trent'anni del museo, è una saletta che contiene i ritrovamenti effettuati all'interno dell'area archeologica di Pinn'e Maiolu, ubicata nell'immediata periferia del paese a brevissima distanza, dalle esposizioni archeologiche. Da essa proviene una gran quantità di strumenti in pietra, di vario utilizzo e tra le diverse attività, dovette esserci anche quella di fusione dei metalli, di cui, tra i rari oggetti, abbiamo una lama in rame che pare seghettata ed inzialmente interpretata proprio come piccola sega; un attento esame però, ha rilevato che la dentellatura è il prodotto della corrosione. Tra i reperti di epoca punica, alcune anfore da trasporto, di cui una con la lettera H incisa, che potrebbe indicare il tipo di contenuto conservato all'interno. Considerevole è una grande vasca in pietra purtroppo non più integra, che molto probabilmente aveva funzioni cultuali ed attribuibile al IX-VIII secolo avanti Cristo. Suggestiva è la supposizione avanzata riguardo all'uso di un bacile circolare in pietra, simile a quelli che si trovano all'interno di alcune abitazioni del famoso complesso nuragico di Barumini; l'ipotesi suggerisce che questi piccoli vani circolari, dotati di forno e lungo i quali corre un sedile interno, fossero delle "capanne del sudore" dove ci si rigenerava con l'aria calda prodotta dall'acqua contenuta nel bacile, in cui venivano immerse delle pietre arroventate, alla stregua di un bagno turco

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